Recensione “… che Dio perdona a tutti” di Pif

Recensione “… che Dio perdona a tutti” di Pif... che Dio perdona a tutti di Pif
Pubblicato da: Feltrinelli il 16/01/2020
Generi: Narrativa
Pagine: 192
Formato: Copertina Flessibile

Recensione senza spoiler

Arturo è un trentacinquenne, non ha ancora una fidanzata e fa l'agente immobiliare. Il suo principale obiettivo nella vita è mantenere immutato lo stato delle cose. Ha poche passioni che, con scarso successo, cerca di condividere con gli amici di calcetto. La più importante e irrinunciabile sono i dolci, in particolare quelli con la ricotta. Almeno fino a quando entra in scena lei, Flora: la figlia del proprietario della pasticceria che fa gli sciù più buoni di Palermo, il dolce preferito di Arturo. E in un istante diventa la donna dei suoi sogni. Sveglia, intraprendente, ma anche molto cattolica, Flora sulla religione ha la stessa pignoleria di Arturo sui dolci, ed è proprio così che lui la conquista, interpretando Gesù durante una Via Crucis. Quel giorno è per Arturo un vero calvario, perché durante il tragitto si accorge di aver dimenticato i più semplici insegnamenti cattolici e sbaglia tutto, dando vita a una rappresentazione ai limiti del blasfemo. Ciò nonostante, Flora s'innamora e per un periodo felice i due stanno insieme, senza che lei si accorga della sua indifferenza religiosa e, naturalmente, senza che Arturo la confessi. Un precario equilibrio, fatto di sotterfugi e risposte liturgiche bofonchiate a mezza voce, che non può durare. Quando lei se ne accorge, Arturo, un po' per sfinimento e un po' per provocazione, reagisce con insolita fermezza: seguirà alla lettera la parola di Dio. Per tre settimane. Una rivoluzione che cambierà la sua vita, rivelando a lui, ma anche a Flora e a tutti coloro che li conoscono, amici e colleghi compresi, una verità molto scomoda. Pif esordisce nel romanzo con un'opera che ci costringe a riconsiderare i rapporti che ci legano gli uni agli altri e il senso profondo delle parole solidarietà, uguaglianza, verità.

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Questo libro mi è stato regalato inaspettatamente per natale, quindi non sapevo che aspettarmi. Non conosco Pif e non seguo ciò che fa, perciò la lettura la recensione non sono state influenzate dall’autore, ma sono basate solo sul libro in sé.

Trama e Stile

Il libro si basa su una trama molto semplice e tipica delle dei film commedia italiani: il protagonista sfigato incontra una donna bellissima, si innamora e vivono felici, finché la loro relazione incontra un ostacolo “x”. La prima parte del libro consiste solo in questo, fino a quando si arriva all’ostacolo “x”.

Arrivati al sopracitato ostacolo “x”, il protagonista decide di cambiare radicalmente carattere e comportamento per fare un torto alla propria compagna. Nella seconda parte del libro la trama lascia quasi totalmente spazio alla morale sui valori cristiani e di altruismo.

Lo stile di scrittura è molto semplice e scorrevole, assomiglia parecchio alla voce narrante delle commedie italiane (come esempio mi viene in mente solo Quo Vado di Zalone).

Umorismo

Il libro contiene una buona dose di umorismo, principalmente concentrata nella prima parte dello stesso. È un umorismo molto semplice (anche questo in stile commedia italiana), ma spesso ripetitivo e forzato in molti punti. L’umorismo in sé è soggettivo e perciò non lo criticherò, ma personalmente non è un tipo di umorismo che mi diverte. L’unica scena umoristica buona è quella della via crucis, un capitolo interamente dedicato a una disavventura del protagonista che rimane la mia parte preferita di tutto il libro.

Morale

La seconda parte del libro è dedicata interamente alla morale, che si riassume in: “Dite di essere cristiani, ma solo quando vi fa comodo”. Questo concetto, tra l’altro nemmeno così innovativo od oscuro, viene ripetuto fino alla fine del libro cambiando solo le parole utilizzate.

Edizione

L’edizione Narratori Feltrinelli si rivela essere come sempre di alta qualità. Ottima la copertina lucida, nessun errore di stampa o di alcun tipo.

Conclusioni

È trasposizione letteraria di una qualsiasi commedia italiana. Molto leggero e scorrevole, non è una lettura malvagia. Se vi capita tra le mani leggetelo senza troppe pretese.

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