Recensione “Battle Royale” di Koushun Takami

Recensione “Battle Royale” di Koushun TakamiBattle Royale di Koushun Takami
Pubblicato da: Mondadori il 21/06/2016
Generi: Distopia
Pagine: 613
Formato: Copertina Flessibile

Recensione senza spoiler

Repubblica della Grande Asia dell'Est, 1997. Ogni anno una classe di quindicenni viene scelta per partecipare al Programma. Questa volta è toccato alla terza B della Scuola media Shiroiwa. Ignari di ciò che li attende, i ragazzi si ritrovano intrappolati su un'isola deserta, controllati tramite collari radio e costretti a partecipare a un gioco perverso. Lo scopo è uccidersi a vicenda. Finché non ne rimanga uno solo... A metà tra l'epica postmoderna di Hunger Games e la ferocia totale del Signore delle Mosche, Battle Royale è il libro più venduto di tutti i tempi in Giappone. Scritto con uno stile freddo e affilato come la lama di una katana, è un classico della letteratura pulp. Un romanzo controverso e ricco di implicazioni che ha saputo raccontare per primo cosa significhi essere giovani in un mondo dominato dal più feroce darwinismo sociale.

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Battle Royale è ciò che meglio rappresenta la definizione di libro cult. Fonte di ispirazione per infinite opere di qualsiasi tipo – libri, film, videogiochi… – e unica opera di Koushun Takami (senza considerare il manga di Battle Royale), è un libro cruento e senza scrupoli che riesce a intrattenere per tutta la sua lunghezza.

600 pagine di tensione, combattimenti, descrizioni di cadaveri e tanta, tanta psicologia. Il racconto segue diversi personaggi, tra cui si distingue sin da subito un gruppo principale, uno secondario e poi diversi personaggi a sé stanti. Ad alcuni verrà dedicato più tempo di altri, ma ho apprezzato molto la netta differenziazione tra le loro storie. Questo aiuta a tenere fresco il romanzo e, cosa più importante, permette di vedere i pensieri e la psicologia dei diversi personaggi, ognuno differente. Non annoiare o appesantire un lettore per 600 pagine, che secondo me sono tante, non è compito facile, ma l’autore riesce benissimo nell’impresa grazie al sopracitato cambio di prospettiva, a uno stile di scrittura semplice ma non banale e a un ottimo equilibrio tra le varie parti del racconto: narrativa, combattimenti, descrizioni ambientali e caratteriali.

Trama

La trama, una novità al tempo ma ormai usatissima negli ultimi anni, è molto semplice ma ben sfruttata. Vengono fornite armi e viveri a 42 ragazzi delle medie e questi devono uccidersi tra di loro, lasciando un solo vincitore. Pur con una base così “banale”, l’autore riesce a intrattenere per oltre 600 pagine senza mai annoiare. Suspence, colpi di scena, cambi di prospettiva, tutto aiuta a rendere la lettura fluida e interessante. Non si può mai dedurre ciò che succederà nelle pagine seguenti.

Personaggi

Caratterizzare 42 personaggi (43 con colui che gestisce il “Programma”) non è un compito affatto facile, per questo motivo molti ragazzi vengono uccisi senza troppe pretese. Pur avendo relativamente pochi personaggi “importanti” (all’incirca 8, più qualche altro ragazzo secondario a cui vengono dedicati uno o due capitoli), per noi occidentali non è semplice ricordarci di loro per via dei loro nomi giapponesi. Ogni tanto, quando un personaggio viene citato, bisogna quindi fare mente locale per ripescare tutti i suoi frammenti descrittivi sparsi qua e là nel libro. In realtà non è un problema frequente, poiché tutti i personaggi sono piuttosto stereotipati: il duro che non parla mai, il ribelle, la ragazzina silenziosa e timida ma che dal nulla fa cose incredibili, il killer malato di mente e così via. Altro punto negativo è che capiamo subito chi sono i protagonisti e per questo già sappiamo chi vincerà il Programma. Almeno così credevo, ma come già detto la trama nasconde ottime sorprese!

Edizione

Copertina molto flessibile, comoda per leggere un libro di queste dimensioni, dal design che ho apprezzato molto. Spesso mi lamento della mancanza delle mappe, lo faccio sempre presente nelle recensioni, e questa volta davvero non capisco perché non è presente. Dannazione, c’è un’isola con delle zone identificate da numeri e lettere, a intervalli regolari alcune zone vengono proibite e non mettete una mappa? Questa è una mancanza per me gravissima, mi fa male al cuore. Vorrei togliere un punto al libro ma poi mi sentirei in colpa, alla fine è una mancanza dell’edizione più che della storia in sé. Una mappa, a mio parere, avrebbe giovato tantissimo al libro e alla comprensione delle vicende (ci si perde facilmente per via dei cambi del punto di vista e della vastità dell’area). Finito il libro ho acquistato il manga e… vi è una mappa al suo interno. Avendo già letto il libro non l’ho potuta sfruttare, ma la pubblico qui per aiutare voi lettori.

Mappa dell'isola di Battle Royale
Mappa dell’isola

Avrei apprezzato anche una lista dei ragazzi, come nelle prime pagine, ma con i nomi di coloro che sono morti barrato alla fine di ogni capitolo. È una piccolezza, volendo si possono segnare da sé con una matita.

Conclusioni

Ottimo libro. Trama interessante e mai noiosa, ma con personaggi abbastanza stereotipati. Purtroppo manca una mappa dell’isola.

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